Come agire in caso di zattera inutilizzabile? Le strategie consigliate dagli esperti di sicurezza nautica

Risposta breve: se la zattera è inutilizzabile, resta a bordo finché lo scafo galleggia, lancia Mayday, attiva EPIRB/DSC, metti il tender o un galleggiante di fortuna pronto, tappa le vie d’acqua e segnala senza sosta. Poi agisci per priorità.
Priorità nei primi 60 secondi
- Mayday immediato su VHF 16 (o DSC): posizione, natura dell’emergenza, persone a bordo.
- Attiva EPIRB/PLB e, se disponibile, AIS-MOB/SART. Standard coerenti con GMDSS.
- Giubbotti e cinture su tutti, luci stroboscopiche fissate.
- Chiudi prese a mare non essenziali; avvia le pompe di sentina.
- Prepara il tender (se presente): in acqua, a remi/cordame pronto all’uso.
- Recupera la grab bag: VHF portatile, razzi, acqua, termiche, coltello, kit riparazioni.
In sintesi: comunica – galleggia – segnala – organizza. Non saltare in mare. Trasforma tempo in metri di sicurezza: tappeti d’emergenza, tender pronto, equipaggio compatto, coordinate aggiornate.
Restare a bordo o improvvisare un galleggiante?
Regola d’oro che ho imparato sui pescherecci del basso Ionio: la barca è la tua zattera più grande. Si abbandona solo quando l’acqua arriva alle ginocchia.
| Opzione | Quando | Pro | Contro |
|---|---|---|---|
| Restare a bordo | Scafo ancora galleggiante/stabile | Visibilità, risorse a portata, protezione | Richiede controllo danni costante |
| Tender/zattera di fortuna | Zattera ufficiale KO, barca instabile | Galleggiamento alternativo | Esposizione, raggio segnali minore |
Allestire una zattera di fortuna
Da cosa partire
- Tender rigido o gonfiabile: è la prima scelta. Ancora galleggiante, cima ombelicale di sicurezza alla barca.
- Oggetti galleggianti: parabordi, taniche chiuse, secchi, tavole, giubbotti, vele arrotolate. Legali tra loro con cima continua.
- Materiali di copertura: teloni/vele per parziale protezione termica e schizzi.
Assemblaggio rapido (10–15 minuti)
- Schema a zattera: parabordi alternati sui due lati di una tavola o mezzo boma; traversini con cima a "otto" per tenere tutto compatto.
- Linea di presa esterna su tutto il perimetro per facilitare l’imbarco e prevenire separazioni.
- Galleggianti di riserva: taniche sigillate sotto il piano; aggiungi un sea anchor improvvisato (secchio su cima) per tenere la prua al mare.
- Dotazioni minime a bordo: VHF portatile in dry bag, razzi/fumogeni, lampada, acqua, biscotti energetici, coltello con cima corta, kit termico.
- Segnali: specchio, fischietto, luce stroboscopica fissata in alto (asta/boathook).
Nota di banchina: sulle barche da lavoro del Sud, le cime vengono sempre premarcate per formare gasse veloci. Farlo prima risparmia minuti che, con vento a 30 nodi, sono oro.
Stabilizzare l’imbarcazione danneggiata
- Collision mat o vela vecchia sotto carena: passala con due cime a prua e poppa per “bendare” la falla.
- Pompe e secchi: una persona dedicata alla sentina; alterna elettrica e manuale.
- Riduci velocità e metti la prua al mare (o poggia al lasco stabile). Considera heave-to per guadagnare stabilità.
- Traino paracadute/droga: limita straorze e imbarchi d’acqua in poppa.
- Chiudi paratie per compartimentare; alleggerisci la prua o poppa se affonda di un’estremità.
Comunicazioni e segnali: fai vedere e sentire la tua posizione
- Mayday ripetuto ogni 5–10 minuti con aggiornamento posizione (GPS/plotter) e stato a bordo.
- EPIRB/PLB attivi e in vista cielo; VHF portatile in tasca al capo equipaggio.
- Razzi a mano e fumogeni quando vedi un mezzo; di notte luce rossa/strobo continua.
- Radar reflector in alto su asta; torcia lampeggiante a sequenza lenta.
- Prepara accoglienza soccorritori: scaletta, cima di rimorchio, documenti e grab bag a portata.
Le prassi minime richiamano SOLAS: segnala presto, tanto e bene. In acque italiane, coordinamento atteso tramite Guardia Costiera.
Gestione dell’equipaggio: ordine batte panico
- Ruoli in 20 secondi: comunicazioni, sentina, preparazione tender/galleggiante, segnalazioni.
- Raccolta in coperta lato sopravento, tutti legati alla lifeline; caschi/berretti, guanti.
- Calore e idratazione: termiche addosso, mantelline anti-spray; piccole sorsate d’acqua.
- Mal di mare: antiemetici se disponibili; guarda l’orizzonte, aria fresca.
- Registro breve: orario chiamate, azioni fatte, posizione. Aiuta chi coordina i soccorsi.
Decisione di abbandono senza zattera: protocollo minimo
- Ultimo Mayday con “abbandoniamo la nave”, coordinate e numero persone.
- EPIRB assicurata al tender/galleggiante, VHF portatile acceso e carico.
- Imbarco ordinato: uno alla volta, coltello e cima per liberarsi se la barca affonda vicino.
- Distanza di sicurezza: 1–2 lunghezze barca sopravento; sea anchor per tenere prua all’onda.
- Conservazione: calore, acqua, segnali a orari fissi e al passaggio dei mezzi.
Prevenzione: come non arrivarci
Checklist pre-partenza
- Zattera ispezionata (scadenza, sigilli, attacco hydrostatico), accessibile senza ostacoli.
- Tender efficiente: gonfiaggio, remi, cima, tappo, kit riparazione rapido.
- Grab bag sigillata: VHF, batterie, razzi, kit termico, acqua, coltello, torcia, specchio.
- Cime marcate per traino, paracadute da ancora, linee di sicurezza.
- Pompe testate; telo/vela pronta a uso come tappo di fortuna.
Manutenzione annuale
- Revisione zattera in centro autorizzato; controllo EPIRB/PLB, batterie e programmazione MMSI.
- Ispezione prese a mare, fascette, manicotti; sostituzione preventiva dei più usurati.
- Drill trimestrale: Mayday simulato, ruoli, messa in acqua del tender, posa di un sea anchor.
Dopo notti di pesca con vento teso nel Canale di Sicilia, una regola non scritta resta valida: prepara il peggio da terra, perché in mare non c’è tempo di imparare. La differenza la fanno minuti, cime già pronte e voci calme.

