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Posso affidarmi a zattere non certificate? I rischi reali e cosa prevede la legge

Elena Tramarindi Elena Tramarin· 26/08/2026 10:36
Posso affidarmi a zattere non certificate? I rischi reali e cosa prevede la legge

Sono cresciuta a due passi dal porto di Trieste e per anni ho lavorato in banchina come assistente ormeggio. Ho visto zattere gonfiarsi al momento giusto e altre restare mute quando servivano davvero. Per questo, quando si parla di sicurezza in mare e, in particolare, di zattere di salvataggio, vado dritta al punto: scegliere e mantenere l’attrezzatura corretta non è burocrazia, è sopravvivenza.

È legale usare una zattera non certificata sulla mia barca?

No, per le navigazioni in cui la zattera è obbligatoria, un dispositivo non certificato equivale di fatto a non averla. La normativa italiana impone zattere omologate e con revisione in corso di validità. In caso di controllo o incidente, si rischiano sanzioni e il fermo dell’unità.

L’obbligo discende dal Codice della nautica da diporto e dai relativi decreti attuativi, che fissano i livelli minimi di sicurezza in funzione della distanza dalla costa. Le Capitanerie di porto verificano che la zattera riporti l’indicazione della norma di riferimento (tipicamente ISO 9650), la capacità in persone, l’organismo che ha approvato l’omologazione e la scadenza della revisione. Se uno solo di questi elementi manca o è scaduto, la zattera è considerata non idonea.

In banchina ho visto unità respinte a poche ore dalla partenza perché la revisione era scaduta da un mese. Non piace a nessuno, ma su una dotazione che deve salvarvi la vita, i margini di tolleranza sono zero.

Quali rischi corro davvero con una zattera non omologata?

Il rischio principale è che la zattera non si apra o non resti gonfia quando il mare peggiora. Materiali scadenti, valvole difettose e bombole non calibrate possono compromettere tutto. In vento forte e mare corto, questi difetti diventano pericolosi in pochi secondi.

Le rotture più comuni che ho visto arrivare in porto dopo recuperi in mare sono cuciture scollate e camere che perdono lentamente. Una volta, durante una burrasca di bora davanti a Barcola, un equipaggio ha lanciato una zattera di provenienza incerta: si è gonfiata a metà e si è ribaltata alla prima onda. La Guardia Costiera è arrivata in tempo, ma la lezione è rimasta impressa a tutti in banchina.

Altre criticità tipiche delle zattere “senza carta”: valvole che si incollano dopo lunghi periodi in gavone, luci stroboscopiche scariche, razzi scaduti e sacche di zavorra troppo piccole per stabilizzare il battello. Nel peggiore degli scenari, la fune di attivazione si spezza e la zattera resta nel contenitore mentre l’unità imbarca acqua.

Come riconosco una zattera certificata e a norma?

Controlla l’etichetta: deve indicare la conformità alla norma (per il diporto, di solito ISO 9650-1 o ISO 9650-2), la capacità, l’organismo che ha omologato (RINA, Bureau Veritas, ecc.) e la data della prossima revisione. Il contenitore o il sacco devono essere integri e sigillati. Deve esserci il manuale d’uso e il certificato di revisione a bordo.

Ecco una check-list pratica da banchina:

  • Norma di riferimento stampata in chiaro: ISO 9650-1 (acque d’altura) o ISO 9650-2 (costa).
  • Marchio e numero dell’organismo che ha approvato l’omologazione, con numero di serie tracciabile.
  • Etichetta revisione: data dell’ultimo intervento e scadenza; sigilli intatti.
  • Capacità in persone adeguata all’equipaggio (mai sottodimensionare).
  • Stato del contenitore/sacco: niente crepe, abrasioni, UV sbiaditi o maniglie strappate.
  • Se montata su rastrelliera, presenza e data della valvola idrostatica (HRU) se prevista, con cima di sicurezza.

Diffida di zattere “anonime”, prive di manuale o con adesivi approssimativi. Una volta ho visto un contenitore riverniciato per nascondere microfratture: bastano due colpi di sole e si apre da solo. Non è con quel tipo di “sorpresa” che vuoi iniziare un’emergenza.

Quali norme devo seguire in base alla distanza dalla costa?

In linea generale, entro 6 miglia la zattera non è richiesta, oltre 6 miglia serve una zattera costiera, e oltre 12 miglia è necessario un modello d’altura conforme ISO 9650-1 o equivalenti. Per unità e rotte specifiche possono valere regole più stringenti: verifica sempre gli aggiornamenti locali della Capitaneria.

La logica è semplice: più ti allontani, più aumentano i tempi di soccorso e più robusta dev’essere la zattera. I modelli d’altura prevedono maggiore isolamento termico, tenda integrale, doppia camera d’aria e sacche di zavorra maggiorate. Le navi soggette alla Convenzione SOLAS usano equipaggiamenti certificati secondo standard ancora più severi; nel diporto si adotta l’ISO 9650 come riferimento tecnico ampiamente riconosciuto.

Nel mio diario di porto ho segnato decine di partenze “rimandate” perché chi sognava le 20 miglia al largo teneva ancora la costiera. Bastavano 10 minuti in ufficio revisioni per chiarire ciò che una lettura affrettata del manuale non aveva spiegato.

Vale la pena comprare una zattera usata o noleggiarla?

Una zattera usata senza storico documentato è un rischio che sconsiglio. Il noleggio presso centri autorizzati è invece una soluzione valida per chi fa poche uscite oltre le 6 o 12 miglia. Paghi per un dispositivo revisionato e ottieni la documentazione in regola per il periodo di utilizzo.

Se stai valutando l’usato, chiedi: certificato di revisione recente, elenco interventi, età reale del tessuto e un test di tenuta effettuato da un centro riconosciuto. Se manca qualcosa, lascia perdere. Sul noleggio: informati con anticipo in alta stagione, verifica assicurazione e franchigie, e conserva a bordo copia del contratto e del certificato di revisione.

Ogni quanto va revisionata e cosa controllano davvero?

Gli intervalli tipici sono 2–3 anni per il diporto, con tempistiche più strette per uso professionale o condizioni gravose. In revisione si testano tenuta, gonfiaggio, valvole, accensione della luce, integrità del telo, e si sostituiscono dotazioni di emergenza scadute.

Ho assistito a decine di aperture in officina: una buona revisione non è un timbro, è un collaudo. Si pesa la bombola, si verifica la purezza del gas, si controllano i nastri d’auto-raddrizzamento e si prova la scaletta d’imbarco. Le zattere che “passano” escono piegate a regola d’arte, con sacche di zavorra riposizionate e manuale ripristinato. Quelle che non passano vengono dichiarate non idonee: meglio saperlo in officina che in mare.

Cosa succede durante un controllo della Guardia Costiera?

Controllano la presenza della zattera, l’omologazione e la scadenza della revisione. Se la dotazione è mancante, non conforme o scaduta, scattano sanzioni amministrative e può essere vietata la partenza fino alla regolarizzazione.

A Trieste li ho visti essere scrupolosi ma corretti: chiedono il certificato, guardano le etichette e, se tutto è in ordine, in due minuti si riparte. Se invece mancano documenti o i sigilli sono violati, la discussione finisce presto. Ricorda che la responsabilità ultima è del comandante: non basta dire “me l’ha venduta così”.

Posso sostituire la zattera con un tender, un SUP o le ciambelle di bordo?

No. Tender, SUP e ciambelle non sono zattere di salvataggio e non rispondono ai requisiti richiesti dalla normativa. Possono essere utili come supporto, ma non sostituiscono un dispositivo omologato per l’abbandono nave.

Il tender può aiutare in rada o per brevi trasferimenti, ma in mare formato e con vento forte non offre la stabilità, la protezione e la visibilità di una zattera d’altura. Un equipaggio che ho rimorchiato con il gommone di servizio aveva tentato di “cavarsela” con un SUP legato in coda: a ogni onda faceva da ancora galleggiante e li girava di traverso. Non è un piano B.

Domande rapide

Una zattera nuova ma senza revisione è valida? No: deve avere la prima revisione/attivazione registrata secondo le indicazioni del costruttore.

Posso tenere la zattera in gavone? Sì, se il costruttore lo consente e rimane rapidamente accessibile; evita calore e oli.

Quante persone deve portare? Almeno tante quante risultano a bordo: meglio una capacità leggermente superiore.

Serve una HRU su barche piccole? Solo se installata su rastrelliera esterna: segue le indicazioni del produttore.

La polizza copre se la zattera non è a norma? Spesso no: molte compagnie escludono sinistri con dotazioni non conformi.

Elena Tramarin
Elena Tramarin

È cresciuta vicino al porto di Trieste e ha lavorato per anni come assistente ormeggio. Questo l'ha resa esperta su tecniche di attracco in condizioni difficili e sulla sicurezza nei piccoli porti turistici. Racconta episodi pratici visti da chi vive davvero il molo.