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Quali errori si fanno posizionando la zattera in coperta? La soluzione più sicura secondo gli esperti

Filippo Cattaneodi Filippo Cattaneo· 16/08/2026 16:06
Quali errori si fanno posizionando la zattera in coperta? La soluzione più sicura secondo gli esperti

In coperta lo spazio è limitato, l’accessibilità fa la differenza e i secondi contano. Il posizionamento della zattera autogonfiabile non è un dettaglio estetico ma una scelta di sicurezza che influenza la velocità di abbandono, la probabilità di attivazione corretta e la sopravvivenza dell’equipaggio. Filippo Cattaneo, tecnico e marinaio con molti imbarchi tra Liguria e isole, ha osservato per anni come un fissaggio sbagliato, un accesso ostruito o una cinghia invecchiata possano trasformare un presidio salvavita in un peso morto.

Perché il posizionamento conta davvero

Una zattera in contenitore rigido pesa in media 25–45 kg (ISO 9650, 4–8 persone). In emergenza occorre liberarla, trascinarla sul punto di varo, collegare/tenere il painter (il cavo di attivazione) e lanciarla sottovento. Qualsiasi ostacolo – un tientibene affollato, una scotta in tiro, un tender o un bimini – aggiunge secondi e sforzo, spesso nel momento peggiore (rollio marcato, spruzzi, visibilità ridotta).

Il ciclo corretto prevede: sgancio rapido, lancio libero lato mare, trazione sul painter fino al gonfiaggio, controllo dell’orientamento e trasferimento. Se il contenitore è alto sulla tuga o incassato male, il percorso di estrazione si allunga e il rischio di urti o impigliamenti aumenta. Anche la direzione del lancio è importante: serve una “traiettoria libera” di almeno 1,5 m senza candeliere, draglie o timoni di poppa a interferire.

Errori frequenti quando si monta in coperta

Accesso non bilaterale. Installazioni addossate a un passavanti o a una battagliola impediscono di lavorare da entrambi i lati. In caso di uomo a mare a dritta e vento a sinistra, l’equipaggio potrebbe dover spostare la zattera, perdendo tempo prezioso.

Cinghie senza sgancio rapido. L’uso di fascette metalliche, nodi fissi o addirittura lucchetti impedisce lo sblocco immediato. Le cinghie devono avere fibbie a sgancio rapido o ganci “pelican hook” con linguetta di sicurezza, forza di rottura dichiarata (≥ 1.000 N) e marcatura leggibile.

Dispositivo idrostatico mal posizionato. L’HRU (Hydrostatic Release Unit) deve essere montato secondo specifica: attiva a circa 1,5–4 m di profondità liberando la zattera se la barca affonda. Errori comuni: HRU installata a monte della cinghia errata, orientamento invertito del coltello, assenza del legaccio debole (weak link) calibrato.

Orientamento del contenitore invertito. Molti contenitori riportano frecce sul lato di varo. Se rivolti verso l’interno, al lancio la zattera può urtare pulpito o scaletta. L’uscita deve essere verso mare libero.

Ombreggiature e calore. Zattere stivate vicino a scarichi motore, barbecue o vernici scure soggette a surriscaldamento accelerano l’invecchiamento dei materiali, guarnizioni e cartucce. Un’esposizione prolungata ai raggi UV degrada i coperchi in ABS e le cinghie in nylon.

Interferenze con cime e drizze. Passaggi di scotte in tiro sopra la cassa possono bloccare il contenitore durante il varo. Le linee devono essere reroutate o distanziate con staffe.

Peso e assetto. Montare 30–40 kg su una tuga alta altera il baricentro e peggiora il rollio. Su piccole imbarcazioni (<10 m) la posizione arretrata e bassa riduce carichi e vibrazioni.

Painter non gestito. Avvolgimenti improvvisati intorno alla cassa o alla staffa possono impedire l’estrazione o l’attivazione. Il painter deve essere libero, con percorso pulito e senza strozzature.

Segnaletica assente. In equipaggi misti, l’assenza di pittogrammi di utilizzo e della freccia di varo genera incertezza. Etichette chiare e visibili riducono errori sotto stress.

Norme e standard di riferimento

Per il diporto, le zattere conformi a ISO 9650 (Tipo I per navigazioni al largo, Tipo II per coste riparate) specificano intervalli di revisione e prestazioni termiche. La zattera “oceanica” certificata SOLAS segue requisiti più severi, tipici di navi commerciali e unità d’altura.

In Italia, gli obblighi variano con la distanza dalla costa. Le dotazioni sono definite dal Codice della nautica da diporto e relativi decreti attuativi: entro 12 M è generalmente sufficiente una zattera costiera; oltre 12 M è richiesta una zattera oceanica o equivalente secondo la rotta. Restano fondamentali le indicazioni del manuale del costruttore e degli enti di classifica.

La configurazione considerata più sicura dagli esperti

Su imbarcazioni a vela e motore fino a circa 12 metri, la soluzione più sicura e universalmente accessibile è la seguente:

Staffa esterna su pulpito di poppa con orientamento verso l’acqua, libera da ostacoli nel raggio di 1,5 m. La staffa deve essere dimensionata sul contenitore, con superfici di appoggio ampie per evitare deformazioni e con bulloneria inox A4.

Cinghia con sgancio rapido e HRU in serie. Cinghia singola o doppia con fibbia a strappo immediato, più unità idrostatica correttamente collegata a cinghia e painter tramite weak link conforme. In caso di capovolgimento o affondamento, l’HRU libera la zattera automaticamente.

Altezza da coperta contenuta. Posizionamento basso per ridurre sforzo in estrazione e varo, evitando zone di calore o turbolenze di poppa. Dove possibile, collocare lato sottovento preferenziale in navigazione tipica.

Segnaletica e pittogrammi visibili. Frecce di lancio, sequenza operativa e avvertenze da leggere in 10 secondi. Illuminazione minima notturna con luce di cortesia o rifrangenti.

Su yacht con gavone dedicato a poppa, la soluzione ideale è un vano stagno con apertura verso poppa, cinghia a sgancio rapido accessibile e percorso di uscita diretto fuori bordo. Il coperchio non deve richiedere chiavi o manovre complesse e va mantenuto sbloccato in navigazione.

Confronto sintetico delle opzioni di montaggio

Soluzione Punti di forza Criticità Tempo medio al varo
Staffa su pulpito con HRU Accesso immediato, varo diretto lato mare, HRU per affondamento Esposizione UV e spruzzi; richiede manutenzione cinghie 15–30 s con addestramento
Cofano in coperta con sgancio rapido Protezione da UV, carichi distribuiti Rischio ostacoli in estrazione; maggiore sforzo fisico 30–60 s
Gavone dedicato a poppa Protezione e basso baricentro; percorso diretto Richiede progettazione; attenzione a chiusure e serrature 20–40 s

Installazione corretta: procedura in 8 passi

1) Misurare contenitore e arco di varo. Verificare 1,5 m liberi da ostacoli nella direzione del lancio.

2) Scegliere staffe certificate compatibili. Evitare adattamenti con lamierini sottili o fascette provvisorie.

3) Posizionare a poppa, lato esterno, con baricentro basso. Evitare tuga e zone calde.

4) Fissare con bulloni inox A4 e rondelle larghe; sigillare i fori con sigillante poliuretanico per prevenire infiltrazioni.

5) Installare l’HRU secondo schema del costruttore: cinghia attraversa l’unità, weak link sul painter, coltello orientato verso il mare.

6) Montare cinghie con fibbie a sgancio rapido; niente nodi complessi o lucchetti. Verificare tensione: sicura ma non di schiacciamento.

7) Applicare pittogrammi e frecce sul lato di varo. Posizionare una luce o rifrangente vicino.

8) Prova a secco: simulare lo sgancio con equipaggio alternato. Correggere interferenze con cime o accessori.

Manutenzione e verifiche periodiche

Ispezione mensile visiva. Cercare crepe nel contenitore, scolorimenti, UV cracking, corrosione bulloneria. Controllare leggibilità etichette e data revisione.

Cinghie e HRU. Sostituire cinghie che mostrano sfilacciamenti o irrigidimenti; in ambiente salmastro, prevedere ricambio ogni 2–3 anni. L’HRU va sostituita alla scadenza indicata (tipicamente 2 anni) anche se inutilizzata.

Revisione della zattera. Secondo ISO 9650 e indicazioni del produttore, intervallo 24–36 mesi, presso centro autorizzato. Verificare cartucce CO₂, pirotecnici, valvole e kit a bordo.

Registro di bordo. Annotare ogni ispezione, sostituzione di cinghie/HRU e test di sgancio. Il registro agevola controlli e previene dimenticanze.

Checklist essenziale prima di salpare

  • Zattera accessibile da almeno un lato senza spostare altra attrezzatura.
  • Traiettoria di varo libera, freccia orientata verso il mare.
  • Cinghie integre con sgancio rapido; nessun lucchetto o nodo fisso.
  • HRU in servizio e non scaduta; weak link presente e corretto.
  • Pittogrammi leggibili; equipaggio informato sulla sequenza di varo.
  • Nessuna cima, scotta o copertura che possa impigliarsi.
  • Data revisione zattera valida secondo etichetta e normative.

La logica è semplice: la zattera deve “andare in mare” in meno di mezzo minuto, senza attriti né dubbi operativi. La configurazione su pulpito con cinghie a sgancio rapido e HRU, o in alternativa un gavone dedicato a poppa con percorso diretto, è oggi la scelta più sicura perché combina accessibilità, protezione e automatismi in caso di affondamento. Cattaneo riassume così le priorità: varo immediato, nessun ostacolo, componenti marcati e manutenuti. Il resto è metodo e disciplina a bordo.

Filippo Cattaneo
Filippo Cattaneo

Ha trascorso molti anni lavorando come marinaio in Liguria, partecipando a diverse traversate tra la costa e le isole. Esperto di sicurezza nautica, condivide consigli pratici per gestire emergenze e affrontare condizioni meteo avverse. Ha raccolto decine di storie tra porticcioli e banchine.