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Responsabile della sicurezza a bordo: quali obblighi ha nella scelta della zattera di salvataggio

Elena Tramarindi Elena Tramarin· 16/08/2026 10:21
Responsabile della sicurezza a bordo: quali obblighi ha nella scelta della zattera di salvataggio

La scelta della zattera di salvataggio è una responsabilità che ricade direttamente sulle spalle del Responsabile della Sicurezza a bordo. Non si tratta di una semplice decisione amministrativa, ma di una scelta che può determinare la sopravvivenza dell'equipaggio e dei passeggeri in caso di emergenza. Ho visto nel corso degli anni, lavorando come assistente ormeggio nel porto di Trieste, quanti capitani e armatori sottovalutassero questa materia. La legislazione marittima internazionale, tuttavia, non lascia spazi a improvvisazione o compromessi economici.

Quali sono le normative che regolano la scelta delle zattare di salvataggio?

La selezione delle zattare di salvataggio è disciplinata dalla Convenzione SOLAS, il trattato internazionale sulla sicurezza della vita umana in mare. Secondo questa normativa, il numero e la capacità delle zattare devono essere tali da garantire l'evacuazione completa di tutti gli occupanti della nave, equipaggio compreso. Non è possibile scegliere una zattera sottodimensionata solo perché economicamente vantaggiosa.

In Italia, la Capitaneria di Porto verifica il rispetto di queste norme attraverso ispezioni regolari. Ho assistito a diversi controlli a Trieste: gli ispettori controllano non solo il numero delle zattare, ma anche la loro conformità tecnica, i certificati di manutenzione e la documentazione relativa alle ultime ispezioni annuali.

Il Responsabile della Sicurezza deve garantire che ogni zattera abbia a bordo kit di sopravvivenza completi, segnali luminosi e tutto l'equipaggiamento prescritto. La responsabilità penale in caso di mancato rispetto è serissima: negligenza nel garantire la sicurezza dei passeggeri può portare a condanne detentive.

Come si calcola il numero esatto di zattare necessarie per una nave?

Il calcolo è preciso e non lascia margini di interpretazione: la capacità totale delle zattare deve essere almeno il 150% del numero totale di persone a bordo, compresi tutti i membri dell'equipaggio. Se una nave ha 100 persone a bordo, le zattare devono garantire posti per almeno 150 persone. Questo criterio esiste perché in una situazione di emergenza reale non è sempre possibile utilizzare ogni singolo posto disponibile.

Nel porto di Trieste, le navi di piccolo cabotaggio affrontano spesso situazioni critiche. Ho visto episodi dove il mare grosso rendeva difficile anche il semplice accesso alle zattare. Per questo motivo, il criterio del 150% non è un'esagerazione burocratica, ma un margine di sicurezza fondamentale nato dall'esperienza di decenni di naufragi.

Oltre al numero, occorre valutare anche la distribuzione fisica. Le zattare devono essere posizionate equamente ai lati della nave, evitando concentrazioni che potrebbero rendere inaccessibili alcuni mezzi in caso di nave inclinata o in affondamento parziale.

Quali certificazioni e controlli periodici sono obbligatori?

Ogni zattera di salvataggio deve essere sottoposta a ispezione annuale da parte di stazioni di servizio autorizzate e riconosciute internazionalmente. Durante questi controlli, gli esperti verificano lo stato della struttura, il funzionamento dei sistemi di gonfiaggio e la completezza del kit di sopravvivenza. Il Responsabile della Sicurezza è obbligato a documentare ogni controllo e mantenerlo a disposizione durante le ispezioni ufficiali.

Ho notato durante i miei anni al porto che alcuni armatori cercavano di risparmiare saltando i controlli non strettamente vincolanti per legge, o rimandando interventi di manutenzione. Si trattava di scorciatoie pericolose. Una zattera che non funziona in momento critico non è una zattera, è un peso morto sulla nave.

Le certificazioni valide internazionalmente sono rilasciate dagli enti notificati riconosciuti dalle autorità marittime di ogni paese. Per una nave che opera in acque europee, le certificazioni devono rispettare le normative IMO e le direttive europee sulla sicurezza marittima.

Quali sono i principali criteri di scelta tra i diversi modelli disponibili?

La scelta del modello specifico non è completamente libera: deve rispondere a standard di omologazione internazionali. Tuttavia, il Responsabile della Sicurezza deve considerare il tipo di nave, le rotte normalmente coperte e i rischi specifici di quelle acque. Una zattera per il Mediterraneo non è identica a una per l'Oceano Atlantico.

Nel mio ruolo a Trieste, ho visto capitani esperti che preferivano le zattare di una determinata marca perché conoscevano il comportamento in caso di onde lunghe dell'Adriatico superiore. Non era una preferenza capricciosa, ma una valutazione basata sull'esperienza reale delle condizioni meteomarine della zona operativa.

La visibilità delle zattare, il numero e la facilità d'accesso ai remi, la velocità di gonfiaggio e la stabilità in condizioni di mare agitato sono tutti fattori che influenzano la scelta. Una zattera perfetta sulla carta può rivelarsi problematica nel mar reale.

Qual è la responsabilità penale del Responsabile della Sicurezza in caso di incidente?

La responsabilità è personale e molto grave. Se un incidente marino causa vittime e emerge che le zattare di salvataggio erano inadeguate o non in grado di funzionare, il Responsabile della Sicurezza risponde di negligenza, omesso controllo e potenzialmente di omicidio colposo. Non è una minaccia teorica: ci sono stati processi che hanno condannato responsabili della sicurezza a pene detentive significative.

La legge italiana e quella internazionale richiedono che il Responsabile della Sicurezza verifichi personalmente e documentato lo stato delle zattare prima di ogni partenza. Non è sufficiente delegare o assumere che i controlli siano stati fatti: la responsabilità finale è sempre sua.

Ho conosciuto capitani che portavano con sé durante gli imbarchi una copia cartacea di tutti i certificati delle zattare. Poteva sembrare eccessivo, ma era la loro garanzia personale di aver fatto tutto il possibile secondo la legge e l'etica marittima.

Domande rapide frequenti

Posso usare una zattera scaduta se la nave non naviga regolarmente? No, assolutamente. Le scadenze di certificazione sono rigide e non sono mai prorogabili.

Una zattera gonfiabile può essere sostituita da una rigida? Sì, purché rispetti i medesimi standard di capacità e certificazione.

Chi controlla se le zattare sono in ordine? La Capitaneria di Porto durante le ispezioni, e il vostro ente di classificazione riconosciuto internazionalmente.

Quanto costa mantenere in ordine le zattare? Un controllo annuale standard costa tra i 2.000 e i 5.000 euro per zattera, dipende da marca e dimensioni. È un costo ineludibile.

Elena Tramarin
Elena Tramarin

È cresciuta vicino al porto di Trieste e ha lavorato per anni come assistente ormeggio. Questo l'ha resa esperta su tecniche di attracco in condizioni difficili e sulla sicurezza nei piccoli porti turistici. Racconta episodi pratici visti da chi vive davvero il molo.