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Che succede se la zattera perde pressione durante la navigazione? Come intervenire senza rischi inutili

Daniele Fossanidi Daniele Fossani· 15/08/2026 20:58
Che succede se la zattera perde pressione durante la navigazione? Come intervenire senza rischi inutili

Quando la zattera tradisce: i primi segnali d'allarme

Ti trovi in mezzo al mare, il cielo è sereno, il motore della tua imbarcazione marcia regolare. All'improvviso noti che la zattera di salvataggio, quella che portavi a bordo quasi per scaramanzia, inizia a sgonfiarsi lentamente. Il panico non serve a nulla. Quello che serve è sapere esattamente cosa fare nei primissimi minuti, quando ancora hai tempo e la situazione è controllabile.

Ho visto accadere situazioni simili durante le mie navigazioni in Adriatico con mio padre, quando eravamo ancora giovani. Non è raro che la pressione di una zattera cali per motivi banali: una piccola valvola non perfettamente chiusa, una cuciture sottoposta a stress, una micro-lesione causata dal sole o dall'umidità salina. La domanda che ogni navigatore consapevole dovrebbe farsi è: riconosco i segnali? E soprattutto: so come reagire senza commettere errori che potrebbero peggiorare tutto?

Ecco perché questo argomento merita attenzione seria. Non è questione di navigatori professionisti soltanto. Chiunque prenda il mare, anche solo per una giornata di pesca, dovrebbe conoscere il protocollo essenziale.

Come riconosci che la pressione sta calando

Il primo segnale è tattile: toccando la zattera con la mano, avverti una minore rigidità. I compartimenti, che normalmente presentano una resistenza decisa, cedono leggermente alla pressione delle dita. Non è un cedimento drastico, ma evidente per chi sa cosa toccare.

Il secondo segnale visivo riguarda l'assetto. Una zattera che perde pressione inizia a perdere simmetrìa. I tubolari anteriori o laterali cominciano a saggiarsi leggermente, e la zattera tende a inclinarsi verso il lato dove c'è maggior dispersione d'aria.

Il terzo segnale, quello più subdolo, è l'assenza di suono. Quando una zattera ha la giusta pressione e la tocchi, produce un piccolo "click" di risposta, quasi una resistenza elastica. Se quel suono non arriva più, qualcosa sta certamente sfuggendo.

Molti armatori commettono l'errore di controllare la zattera soltanto una volta all'anno, durante la manutenzione ordinaria. Se navighi con una certa frequenza, specialmente in stagioni diverse, il controllo dovrebbe diventare un'abitudine mensile. Ricorda: il Codice della navigazione prevede l'obbligo di equipaggiamenti di sicurezza idonei e in perfette condizioni.

I primissimi passi: calma e metodo

Non gonfiare ulteriormente la zattera dalla riva o dal porto, se noti pressione bassa. Potrebbe sembrare una soluzione logica, ma è il primo errore. Se c'è una perdita, aumentare la pressione accelererà la dispersione e potrebbero crearsi danni alle cuciture già stressate.

Cosa fare allora? Innanzitutto, fermati. Se sei in navigazione, riduci la velocità e dirigiti verso acque più calme o verso la riva. Non affrontare onde agitate con una zattera che già hai motivo di sospettare sia compromessa. Durante i temporali in cui navigavo con mio padre, abbiamo imparato che ogni millimetro di distanza dalla costa è prezioso quando hai un'anomalia a bordo.

Una volta in un punto più sicuro, procedi all'ispezione visiva sistematica. Esamina prima i setti e le connessioni, poi il tubo di gonfiaggio. Cerca variazioni di colore, increspature anomale, o piccoli fori (anche invisibili a occhio nudo potrebbero tradire la loro presenza con una schiuma di bolle d'aria). Se la perdita è visibile, è una fortuna: puoi agire subito.

Le soluzioni immediate e quelle a lungo termine

Se la perdita è minima e hai il kit di riparazione d'emergenza a bordo (che dovresti sempre avere), procedi alla sigillatura temporanea. I moderni kit contengono patches adesive e sigillanti rapidi specificamente progettati per le zattere. Asciuga completamente la zona, applica il sigillante secondo le istruzioni, e attendi il tempo di polimerizzazione senza toccare la zona.

Se la perdita è significativa e il kit non è sufficiente, la tua unica opzione razionale è contattare immediatamente le autorità marittime. Non è una sconfitta. È consapevolezza. Una zattera che perde pressione durante la navigazione rappresenta un rischio crescente col passare del tempo, specialmente se sei lontano dalla costa.

Il concetto di Sos marino e le procedure di soccorso in mare sono regolate con precisione proprio perché situazioni come questa devono essere gestite da professionisti dotati di mezzi adeguati. Io stesso, durante una navigazione notturna al largo, ho dovuto attivare i soccorsi quando la pressione della zattera principale è crollata in pochi minuti. Non era una zattera di salvataggio secondaria, ma la struttura gonfiabile principale della mia piccola imbarcazione. L'intervento dei soccorritori è stato impeccabile, e quella esperienza mi ha insegnato che chiedere aiuto non è fallimento, è intelligenza.

Come prevenire: la cultura della manutenzione

L'errore sistematico che vedo negli armatori dilettanti è pensare che una zattera sia un oggetto "una volta comprato, una volta conservato". Non è così. Le zattere invecchiano. I materiali si ossidano, le cuciture perdono elasticità, le valvole si inceppano.

Pianifica un controllo pre-stagionale approfondito ogni primavera, prima di ricominciare le navigazioni intense. Verifica personalmente la pressione, ispeziona tutte le superfici, manda in revisione la zattera presso un centro specializzato ogni due anni. Il costo è minimo rispetto al valore che rappresenta.

Conserva la zattera in un luogo fresco e asciutto, al riparo dalla luce solare diretta. L'ultravioletto è il nemico numero uno dei materiali sintetici. Quando la ormeggi, non lasciarla gonfia sotto il sole per giorni interi: la pressione interna aumenta, i materiali si degradano più rapidamente.

Infine, porta sempre con te un compressore portatile leggero e un kit di riparazione completo. Non serve per risolvere tutto, ma aumenta notevolmente le tue opzioni quando sei ancora in grado di agire autonomamente.

La sicurezza a bordo non è una questione di fortuna. È preparazione, consapevolezza e capacità di riconoscere i limiti. Una zattera che perde pressione non è una tragedia imminente: è un avvertimento che hai ricevuto in tempo.

Daniele Fossani
Daniele Fossani

Da ragazzo, ha accompagnato il padre nelle battute di pesca d'altura in Adriatico. Oggi naviga spesso per diletto e documenta la sicurezza a bordo di piccole imbarcazioni. Racconta le sue esperienze legate a temporali improvvisi e soccorso in acque poco battute.